Quando si parla di colori per stampa uno dei punti di riferimento è lo standard Pantone. Si tratta di un sistema che prevede l’utilizzo di codici per identificare univocamente i colori, impiegato per semplificare i processi di creazione, esportazione e stampa. Ma, in dettaglio, cosa sono i colori Pantone e perché sono così importanti nel lavoro del tipografo?

Cosa sono i codici Pantone?

I tradizionali sistemi di identificazione dei colori utilizzati in grafica prevedono l’utilizzo di tre o quattro tonalità di base, il cui differente dosaggio determina le più diverse sfumature: si tratta, in dettaglio, dei colori RGB e CMYK. Il primo trova impiego soprattutto nei progetti grafici sul web, mentre il secondo è quello normalmente impiegato in tipografia. Tuttavia, entrambi questi sistemi presentano un elevato livello di incompatibilità reciproca: questo significa che se un progetto viene disegnato con il formato RGB nel momento in cui viene avviato alla stampa in quadricromia può subire delle variazioni a causa della conversione.

Fortunatamente, per ovviare a questo tipo di inconvenienti, esiste il sistema Pantone. Quest’ultimo è un catalogo di codici elaborato a partire dagli anni Cinquanta dall’omonima azienda americana, specializzata nell’elaborazione e definizione di tinte. Considerata l’elevata accuratezza dei colori Pantone, la gamma di colori cui attingere aumenta di anno in anno. Nel tempo, questi cataloghi si sono imposti come uno standard di riferimento, grazie al vantaggio rappresentato dall’essere uguali ovunque e per qualsiasi tipologia di impiego. Per fare un esempio, attualmente il numero di tonalità disponibili supera le 1.900 ed è in costante crescita.

Come funziona il sistema di colori Pantone?

Ma qual è il segreto dietro al successo e alla diffusione di questo sistema? In realtà, si tratta di un’intuizione tanto semplice quanto geniale: per ogni tipologia di tinta, Pantone stabilisce un codice univoco che vale ad identificarla e riprodurla in tutte le occasioni richieste. Questo codice è composto da due parti ben distinte: la prima, espressa in cifre o in lettere, identifica la macroarea cromatica di riferimento a cui appartiene la tinta (verde, giallo, blu, ecc.); con la seconda, invece, si aggiunge una cifra che individua specificamente il colore.

Pertanto, pur essendoci dei nomi specifici per le diverse tonalità (“rosa quarzo”, “marsala”, e così via), ciascun colore ha un identificativo predefinito indipendente dall’origine della tinta. Ciò significa che non si utilizza il dosaggio di colori base per creare una certa tonalità, come avviene nella quadricromia, ma una vernice specifica per ogni colore (non a caso, in gergo si definiscono i colori Pantoni come “tinte piatte”).

Quali sono i vantaggi del sistema Pantone?

Una volta chiarito cosa sono i colori Pantone è importante spiegare anche perché vengono utilizzati nei processi di stampa. Quando si utilizza lo standard in questione per un progetto grafico, come può essere la realizzazione di manifesti o qualsiasi altra creazione, il grafico utilizzerà le tinte specificamente individuate secondo il sistema prima illustrato. Passando al processo di stampa con il medesimo standard, si utilizzeranno gli inchiostri Pantone di riferimento: questo permette di avere una corrispondenza quasi perfetta nella resa cromatica, con una precisione spesso superiore ai tradizionali sistemi di stampa in quadricromia.

Oltre all’aderenza cromatica tra il progetto e la sua resa grafica, i colori Pantone permettono di risparmiare sui costi tipografici, dal momento che viene impiegata solo ed esclusivamente la tinta dedicata al progetto e non, invece, tutti e quattro i colori che compongono le tonalità desiderate.

Infine, quando si tratta di stampare manifesti, volantini, e quant’altro partendo da modelli realizzati all’estero, il sistema Pantone, grazie allo standard riconosciuto internazionalmente, permette di evitare qualsiasi margine di errore nel risultato finale: in questo modo si ottiene una resa cromatica sempre aderente alle richieste del cliente.

I colori Pantone sono compatibili con gli altri standard?

Una delle questioni più delicate cui può andare incontro il tipografo che utilizza i colori Pantone è la possibilità (e l’opportunità) di stampare in questo codice quando il file del progetto è RGB/CMYK, e viceversa. In altri termini, esistono dei margini di rischio quando si converte un formato cromatico in sede di stampa? In realtà no, dal momento che esistono codici Pantone che possono essere convertiti nel corrispondente in RGB/CMYK: in questi casi, dunque, è possibile preservare il colore originale senza produrre alterazioni.

Tuttavia, è importante sapere che questa strada non è sempre percorribile: il colore Pantone è, come detto, una tinta piatta, preconfezionata e, come tale, non può rendere tutte le possibili sfumature che derivano dalla quadricromia. Per questo motivo, alcune tinte non possono essere stampate in Pantone ed è preferibile rivolgersi ai sistemi tradizionali per non diminuire la fedeltà dello stampato all’originale.

Tratto da www.printered.it